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Muri a secco: un piccolo patrimonio culturale e naturalistico nel Parco
del Monte Barro
Il Parco Monte Barro con la collaborazione dell'Associazione WWF Lecco, il patrocinio del Comune di Galbiate e con il supporto tecnico tecnico di Giardinarte (Mandello Lario) e Morganti-Kapriol (Civate), organizza una due giorni di incontri dedicata allo studio ed alle tecniche di costruzione dei muri a secco.
Sabato 27 Marzo, dalle ore 08:30 alle 15.00 circa, sarà invece il momento dedicato alla sessione pratica (riservata questa ai primi 25 iscritti) presso la località di Camporeso-Costa di Galbiate, su un tratto di muro a secco dove i partecipanti, sempre coordinati da Michele Wolfgher, potranno partecipare alle operazioni di smontaggio, di preparazione del terreno e di ricostruzione del sito, laddove siano necessarie opere di consolidamento e di restauro; un'occasione unica per mettere in pratica quanto è stato appreso nella sessione teorica. I muri a secco sono manufatti di ingegneria edilizia a cui l’uomo ricorre per conquistare nuovi spazi spesso da destinare alla coltivazione su pendii collinari o montuosi altrimenti impossibili da sfruttare. Per effetto dell'esposizione dei terrazzamenti e delle trasformazioni a cui è soggetto il terreno, la roccia può accumulare calore, creando così condizioni microclimatiche sufficienti a consentire l’insediamento di particolari specie vegetali ed animali che altrimenti non potrebbero colonizzare i nuovi ambienti. Per questo motivo spesso i muri a secco oltre che rappresentare una testimonianza senza uguali di capacità costruttiva dell’uomo, portano con sé anche un valore aggiunto in termini di biodiversità con nuove specie vegetali e animali che sono in grado di sfruttarne le proprietà strutturali e termodinamiche per la propria sopravvivenza. Microfessure tra una roccia e l’altra a disposizione di piccoli invertebrati per costruire il nido e trascorrere le delicate fasi della trasformazione da larva ad adulto, accumuli di calore immagazzinato durante il giorno e rilasciato durante le ore notturne che riscaldano i rettili, consentendo loro di superare la rigidità dell’inverno, ristagni di umidità che piccole felci o piante grasse possono assorbire con delicate radici che si addentrano nella roccia. Conosceremo insieme i segreti della vita animale e vegetale legati ai muri a secco. Tutto questo e molto altro ancora sarà l’oggetto degli approfondimenti durante le due giornate nel Parco del Monte Barro.
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