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Contro il commercio illegale di animali e piante selvatici

Le specie in pericolo

Gli uffici T.R.A.F.F.I.C.

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Contro il commercio illegale di animali e piante selvatici

Almeno un terzo del commercio mondiale di animali e piante selvatici, loro parti e prodotti derivati (pelli, pellicce, avorio...) è completamente illegale, cioè in violazione di leggi e trattati nazionali e internazionali e mette in pericolo la sopravvivenza di numerose specie animali e vegetali

Sulla spinta delle organizzazioni conservazionistiche (fra cui, in prima linea, il WWF) fu firmata a Washington nel 1973 da 21 stati, fra cui l'Italia, una convenzione internazionale nota come C.I.T.E.S. ("Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora"), attualmente applicata, più o meno severamente, da oltre 120 stati membri.

Le norme della convenzione prevedono il divieto di commercio di "esemplari" (animali e piante, vivi o morti, o parti di essi) delle specie minacciate di estinzione elencate in una particolare lista (Appendice I della convenzione).
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Le specie in pericolo

L'Appendice I della C.I.T.E.S. elenca oltre 500 voci (400 di fauna e circa 100 di flora), alcune relative ad interi generi, per cui le specie protette sono circa 600/650.

Fra queste si trovano tutte le scimmie antropomorfe (gorilla, orango, scimpanzé, gibbone), i lemuri, il panda, le grandi balene, i grandi felini maculati (ghepardo, leopardo, ocelot, tigre...), gli elefanti, i rinoceronti, molti pappagalli, uccelli rapaci, gru, tutte le tartarughe marine e alcune testuggini di terra, alcuni coccodrilli, caimani e alligatori, alcune lucertole, varani e serpenti, alcune conchiglie, molte orchidee e cactus selvatici e alcune specie di piante carnivore.

Tutti gli animali di Appendice I nati in cattività e le piante, se coltivate, sono commerciabili, subordinatamente comunque al rilascio di regolari permessi.

La C.I.T.E.S., la cui Segreteria Generale è a Losanna, ha stabilito una rete di controlli internazionali sul commercio delle specie minacciate e dei prodotti derivati
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Gli uffici T.R.A.F.F.I.C.

T.R.A.F.F.I.C. ("Trade Records Analysis of Flora and Fauna Commerce") è un grande progetto WWF: si tratta di uffici che aiutano le autorità e le associazioni con consigli specialistici e indicazioni sulle possibili infrazioni alla Convenzione di Washington.

Tutti gli uffici T.R.A.F.F.I.C. dipendono o sono finanziati dai WWF dei rispettivi paesi, e si occupano anche di diffondere il messaggio della conservazione e di far conoscere all'opinione pubblica e ai mezzi di informazione la Convenzione di Washington e le minacce alla natura, causate dal commercio illegale.
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Cosa potete fare

Per arginare il commercio di specie protette dal C.I.T.E.S., sono fondamentali i controlli alle frontiere ed agli arrivi dei porti e aeroporti internazionali, che sono affidati alla Guardia di Finanza, al Corpo Forestale dello Stato, e più in generale alle forze di Pubblica Sicurezza (in particolare i N.O.E. dei Carabinieri), e che vedono spesso la "regia" degli uffici T.R.A.F.F.I.C. nazionali.

Anche il comune cittadino però può contribuire alla tutela delle specie in via di estinzione:

Se siete in viaggio e volete acquistare dei souvenir evitate di comprare pelli o prodotti di coccodrillo o pecari, denti o corni di narvalo, "scrimshaw" (denti di capodoglio o, se più piccoli, di orca), prodotti in avorio, coralli e madrepore...

Se vi trovate in vacanza al mare attenzione ai fotografi di spiaggia (fortunatamente quasi scomparsi sulle spiagge italiane), con leoncini, tigrotti, leopardini... I fotografi li comprano per poche centinaia di Euro, li sfruttano per due o tre mesi trascinandoli nella sabbia rovente, talvolta senza neppure dar loro da bere, spesso poi, di notte, li portano nel frastuono delle discoteche. Alla fine della stagione  il cucciolo è cresciuto, già mangia carne, comincia a diventare pericoloso... la soluzione più "umana" è un'iniezione, ma talvolta vengono usati sistemi più crudeli...

Nel caso di tartarughe marine vive nelle mani di pescatori, pescherie, ristoranti, ne è vietata l'uccisione, la cattura, la detenzione e il commercio. Informate subito il WWF locale e/o un'autorità di polizia che provvederà a sequestrare la tartaruga e a richiedere alla Capitaneria di Porto più vicina il rilascio in mare aperto ad almeno 6 miglia dalla costa. Con questo sistema il WWF riesce a far liberare ogni anno centinaia di tartarughe marine.

Infine c'è la "moda" dell'animale esotico: pappagalli ed uccelli esotici, scimmiette, pesci tropicali, rettili... Purtroppo l'identificazione delle singole specie, determinante per accertarne la protezione, non è semplice e richiede spesso conoscenze molto approfondite. 
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Cosa possiamo fare

Come detto sopra, per il riconoscimento delle specie di fauna e flora contenute nell'Appendice I del C.I.T.E.S., sono necessarie competenze e conoscenze superiori alle nostre personali capacità. Ci è quindi difficilmente possibile un intervento diretto.

Segnalateci comunque situazioni dubbie o sospette di negozi, luna park, fiere di paese...; dopo le opportune verifiche, segnaleremo l'eventuale illecito all'Ufficio T.R.A.F.F.I.C. del WWF Italia, affinché si possa procedere con denunce dirette alle Autorità competenti.
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Per saperne di più...

Molto interessante, nel sito del Corpo Forestale dello Stato, la parte dedicata al C.I.T.E.S..

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