Il "lago ferito" è morto!
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17/02/2010    Il "lago ferito" è morto!

Riportiamo integralmente il comunicato stampa emesso dal WWF lecchese
e sottoscritto congiuntamente a Legambiente Lecco e CROS Varenna (Centro Ricerche Ornitologiche Scanagatta)

 

Siamo di fronte ad un danno ambientale enorme. Da qualche giorno l’acqua nel bacino del lago di Olginate non c’è più ed il lago sta lentamente scomparendo a causa dei lavori di scavo del canale che consentirà la navigazione pubblica sul fiume Adda.

Le ripercussioni sull’ambiente sono gravissime: gli affioramenti di fondale fangoso ormai costituiscono più di metà della originale superficie lacustre; le sponde nude si distendono per decine di metri verso il centro del lago; oltre il 70% degli uccelli acquatici presenti è stato costretto ad abbandonare il sito per la mancanza di acqua e la moria di invertebrati nei fondali fangosi e di pesci sta assumendo dimensioni allarmanti che minacciano la catena alimentare del bacino. Ed ancora sono pesanti le ripercussioni sulla qualità delle acque compromessa dal rapporto ormai deficitario tra scarichi fognari ed industriali e flusso di acque in uscita dal lago, che determina una maggiore concentrazione degli inquinanti.

Il prezzo che si sta pagando per realizzare il progetto di navigabilità del fiume Adda è troppo alto in termini di alterazione dello stato dei  luoghi. Nonostante il lago di Olginate sia riconosciuto a livello europeo come Sito di Importanza Comunitaria (SIC), dove l’ambiente dovrebbe essere curato e gestito in un ottica di conservazione e di miglioramento dell’habitat naturale, l’attuale governo del territorio non va certo in questa direzione.

Rivogliamo il lago e lo rivogliamo più tutelato di prima. Le amministrazioni comunali rivierasche, il Parco Adda Nord e la Regione devono capire che il capitale di patrimonio naturale che detengono sul territorio è tutto nei  valori idrogeologici, naturalistici, culturali e sociali che questo offre gratuitamente da sempre e non certo nel volere a tutti i costi realizzare un pontile di attracco, una darsena, un chiosco per una manciata di turisti di passaggio nella stagione estiva.

Vogliamo che sia spiegato anche alla popolazione come è stato possibile ridurre in queste condizioni il lago di Olginate ma soprattutto chiediamo che la Regione Lombardia,  il Parco Adda Nord, i funzionari degli uffici incaricati di vigilare, le amministrazioni pubbliche coinvolte nel progetto di navigabilità che ha causato questo enorme danno, ora che il lago non c’è più, si attivino con trasparenza ed efficienza per rimediare velocemente in tempi brevissimi al danno prodotto.

Sappiamo che è stato commesso un  grave errore di valutazione nell’autorizzazione che ha previsto un abbassamento di 50 cm di un lago che ha una profondità media di poco più di un metro e mezzo. Vogliamo che si individuino le responsabilità di quanto è accaduto. Vogliamo urgenti ed adeguate misure di ripristino dello stato dei luoghi, misure immediate di compensazione del grave danno ambientale che è stato arrecato al nostro lago.

Non accetteremo misure di compromesso che rilancino la navigazione sul lago di Olginate, poiché è ampiamente dimostrato purtroppo nei fatti che questa non è compatibile con la vocazione ambientale di questo unico e importantissimo specchio lacustre.

Le associazioni ambientaliste intendono partecipare attivamente al doveroso percorso di ripristino immediato degli habitat per monitorare il superamento dell’emergenza ambientale e si adopereranno per attivare ogni altra iniziativa anche legale per i gravi danni arrecati alla Rete Natura 2000 di cui il lago di Olginate e la palude di Brivio fanno parte.

 

Associazione WWF Lecco

Legambiente Lecco

CROS Varenna (Centro Ricerche Ornitologiche Scanagatta)