29/01/2010
Ancora "lago ferito"
Quando si parla
di "lago ferito", come con encomiabile
continuità sta facendo da mesi il quotidiano "La Provincia", non si può
restare indifferenti verso quello che succede a Malgrate...
Dopo
lo stravolgimento paesaggistico e la marmorizzazione della sponda lacustre
(vedi l'altra News sul sito dello
scorso 26 novembre) tocca ora alla zona a ridosso del lungolago: ecco lì
quei bei quattro cubi di cemento costruiti
nell’ex-parco dell’area Torri proprio sul ciglio dove la collina di
Malgrate sprofonda verso il lago (la foto, scattata dal lago, è di Massimo
Spreafico).
Quello dove sono
le ruspe sono al lavoro è il punto migliore per far godere ai pochi
fortunati acquirenti una vista mozzafiato da chissà quale sciccheria di
appartamento, ma purtroppo anche il punto migliore per deturpare il
paesaggio con il cemento. Costruendo più arretrato non sarebbe stato lo
stesso, la finestra vista lago sarebbe stata meno mozzafiato, e poi dal lago
si rischiava di "intuire appena" la presenza dei palazzoni e questo non va
bene, il lusso o è sfacciato o non è lusso!...
Malgrate aveva
già visto brutture urbanistiche negli anni settanta, in via Fabusa ed al
Porto, ma almeno quella era un'edilizia alla portata di tutti, l'Italia era
in piena espansione demografica e comunque a quei tempi l’urbanistica non
aveva ancora capito l’importanza di preservare il
paesaggio...
A Malgrate si sta
realizzando quello che a Lecco alle Caviate è fortunatamente fallito (almeno
per ora...), là si voleva costruire un residence in riva al lago finanziando
il porto turistico, a Malgrate si è costruito un anacronistico residence
finanziando in pratica il nuovo lungolago. Là si prevedeva l'utilizzo del
project financing, qui la monetizzazione degli oneri di urbanizzazione,
tecnicismi urbanistici ma la sostanza è la stessa: armi molto pericolose se
date in mano
a
costruttori e amministratori ben poco interessati alla tutela ambientale...
Ovviamente
l’intera operazione è stata saggiamente infarcita in salsa finto ecologista
chiamando il tutto “La Casa sull’Albero” cercando di far credere che si
faccia addirittura del bene all’ambiente perché gli edifici saranno
piastrellati esternamente di legno, avranno i pannelli solari e gli alberi
del parco sono stati risparmiati! Fino a quando camperanno non è dato a
sapere, perché avendo scavato attorno alle radici è probabile che ne abbiano
risentito, ma l'importante è poterli disegnare sul grande pannello con
simulazione computerizzata posto all’ingresso del cantiere, per mascherare
(almeno alla vista) l'ennesimo scempio urbanistico del
nostro territorio.