
Nella giornata di sabato 4 febbraio WWF in piazza, a Lecco, per
raccogliere firme in difesa della Legge 157.
La proposta di legge in discussione in queste
ore alla Commissione Agricoltura della Camera dei deputati ("Onnis") è una
legge contro gli animali e la natura. Con essa la lobby venatoria vuole
modificare a suo favore una legge, la n. 157 del 1992, che è
l'unica
legge italiana per la fauna selvatica. L'intento è chiaro: farla
diventare semplicemente una legge per la gestione della attività
venatoria, ovvero per la gestione dei propri affari.
La legge 157 è sempre stata considerata
equilibrata e rispondente, nei limiti del possibile, alle richieste degli
enti e rappresentanti interessati, dal mondo della scienza, dal mondo
ambientalista, dal mondo agricolo e dal mondo venatorio.
La legge 157 si basa su un unico grande
principio: la fauna selvatica appartiene al patrimonio indisponibile
dello Stato e va tutelata nell'interesse nazionale ed internazionale.
L'attività venatoria, di conseguenza è solo un'attività che si può
svolgere su concessione, nel rispetto anzitutto dei principi di
conservazione ecologica e ambientale.
In Parlamento sono già state raccolte circa
30 firme di esponenti della maggioranza contro la riforma della 157 che si
aggiungono alla posizione compatta contraria della opposizione.
Sabato scorso, gli attivisti della sezione
lecchese sono scesi in piazza, senza nemmeno avere il tempo di organizzare
un tavolo, ma semplicemente contattando i passanti e cercando di spiegare
in poche parole quello che il Parlamento sta per esaminare:
oltre 300
firme raccolte, in una sola giornata, testimoniano l'attenzione e la
sensibilità dei lecchesi su questo tema. La petizione è già stata inviata
ai parlamentari lecchesi (On. Carlo
Giovanardi, On. Maurizio Lupi, On. Ugo Parolo e On. Antonio Rusconi), ai
capigruppo parlamentari e alla stampa locale.
Questo il testo della petizione presentata:

Egregi
Onorevoli,
i
sottoscritti cittadini richiedono ai deputati eletti in Provincia di
Lecco, indipendentemente dal gruppo parlamentare di appartenenza,
che gli stessi si attivino affinchè la Proposta di Legge
(C.27 ed
abbinati
in materia
di modifiche alla legge 157/92, relatore Onnis) di "deregulation" della
caccia e di depenalizzazione dei reati di bracconaggio non venga
esaminata in aula dalla Camera dei Deputati.
Riteniamo
assurdo che i reati di caccia di frodo nei parchi, l'uccellagione a scopo
commerciale, lo sparo da autoveicoli o da natanti, vengano declassati a
semplici violazioni amministrative, e riteniamo profondamente sbagliato
aumentare la durata degli orari e della stagione di caccia, ed il numero
di specie cacciabili, includendo specie rare e tutelate dalle direttive
europee.
Secondo l’ultimo sondaggio Eurisko, quasi otto italiani su dieci sono
contrari alla caccia, e ad ogni ipotesi di ulteriore liberalizzazione
del settore venatorio: indipendentemente dalle personali idee politiche,
l’ambiente è patrimonio di tutti.
Confidiamo
nella sua sensibilità e attenzione, affinchè il testo ora all'esame della
Commissione Agricoltura non sia calendarizzato in aula, o non venga
votato.

Un'altra petizione, a livello nazionale, è
disponibile anche "on-line" sul sito del WWF Italia:
http://www.wwf.it/caccia/ (link esterno).