Strada Ballabio-Morterone
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31/01/2004    Strada Ballabio-Morterone (Comunicato Stampa WWF Lario Orientale)

Pubblichiamo di seguito il testo integrale del comunicato stampa in oggetto, riservato anche a quanti, sulla stampa locale, ne avessero letto un'interpretazione del tutto personale e stravolta nella forma, ma soprattutto nei contenuti....

Apprendiamo dalla stampa di incontri in corso a vari livelli per “…superare i problemi che rendono intransitabile la strada provinciale per Morterone in caso di abbondanti nevicate. Come è successo a fine dicembre quando la strada venne chiusa per il pericolo delle slavine ed il paese restò isolato...

Evidenziamo innanzi tutto l’assoluta episodicità delle “abbondanti nevicate” che “isolano” il paese: con riferimento alla zona delle Alpi italiane negli ultimi 15 anni le precipitazioni nevose sono diminuite rispetto alla media del trentennio di riferimento climatico 1961- 1990. In particolare la riduzione delle precipitazioni si ha nei mesi di gennaio, febbraio e marzo mentre sembra invariata la situazione nei mesi autunnali e primaverili. Anche l’elaborazione di un apposito indice di innevamento che tenesse conto della durata del manto nevoso al suolo, dell’altezza media e massima stagionale, ha evidenziato tale tendenza a tutte le quote.” (fonte: AINEVA - Associazione delle Regioni e Province autonome dell'arco alpino italiano).

Anche senza il supporto di dati scientifici, è comunque sotto gli occhi di tutti il fatto che i problemi legati al riscaldamento del pianeta comportano una costante diminuzione dei fenomeni nevosi, che coinvolge purtroppo anche le nostre alpi e prealpi lombarde.

Il problema del supposto “isolamento” è un problema reale ma molto limitato e comunque sicuramente sempre più sporadico con il passare degli anni, vuoi per la costante diminuzione di precipitazioni nevose sull’arco alpino, vuoi per le operazioni di miglioramento della viabilità, la manutenzione costante e tempestiva, e la posa di apposite barriere paraslavine, a cura dell’Amministrazione Provinciale di Lecco.

In particolare lo scorso fine dicembre il paese restò “isolato” nel senso che, per una corretta gestione della sicurezza, la Provincia ritenne di chiudere al transito la strada. È comunque vero che anche in quei giorni chi ha dovuto, per cause di forza maggiore, salire o scendere da Morterone, lo ha potuto fare senza grossi rischi né problemi, se non per un paio di giorni, quando effettivamente il rischio di slavine era abbastanza reale.

I due giorni di “isolamento”, a parte qualche inevitabile disagio, non hanno sicuramente causato alcun tipo di problema serio (a meno che si voglia a tutti i costi passare per vittime, della serie “piove, governo ladro”…). In caso di emergenze il paese era comunque raggiungibile senza particolari difficoltà. Anche il buon Don Agostino, non è mai stato costretto a lasciare senza la Santa Messa festiva, i fedeli morteronesi…

Ben vengano in ogni caso interventi di messa in sicurezza della strada, attraverso una ulteriore posa di barriere para slavine, progettazone di gallerie, nei tratti dove effettivamente sussiste tale rischio. Esprimiamo invece come WWF, ferma e assoluta contrarietà alle proposte già ventilate di “messa in sicurezza”(…) della strada Morterone-Culmine.

Da un sentiero nel bosco si è creata una pista agro-silvo-pastorale di dubbia utilità, che ha già deturpato pesantemente una splendida faggeta. Finora questa pista è servita soprattutto: a) per un assalto al bosco a colpi di motoseghe; b) per alcuni cacciatori che la utilizzano per recarsi più comodamente all’appostamento di caccia; c) per i soliti motocrossisti del fine settimana. Il prossimo obiettivo è forse quello di una bella strada asfaltata che colleghi il nulla con il nulla? E che una volta realizzata verrebbe utilizzata solo “in caso di necessità” (…)?

Il WWF assicura, attraverso la Delegazione regionale e la locale Sezione “Lario Orientale”, il proprio impegno e la propria attenzione per impedire che oggettive situazioni di disagio dei residenti nel comune di Morterone si trasformino in pretesto per ulteriori interventi di attacco ambientale, e di “valorizzazione” a colpi di cemento e motoseghe.

A differenza quindi di qualche interpretazione "un po' forzata", il WWF non dice che "i montanari devono continuare ad andare a piedi oppure rimanere isolati" ma semplicemente che "oggettive situazioni di disagio dei residenti" non si vengano a trasformare in "pretesto per ulteriori interventi di attacco ambientale".

Tanto meno la sezione lecchese del WWF se la prende "con i lavori messi in campo dall'Amministrazione Provinciale per la messa in sicurezza del tracciato" (citazione dalla stampa locale). Al contrario si riporta l'apprezzamento  "per le operazioni di miglioramento della viabilità, la manutenzione costante e tempestiva, e la posa di apposite barriere paraslavine, a cura dell’Amministrazione Provinciale di Lecco".

Giusto per distinguere quello che diciamo da quello che certa stampa vuole riportare...